Inserito da: odysseo | 24 Maggio 2008

Mente, Meditazione e Musica

Lester Bowie

Da qualche anno pratico Meditazione. Da un po’ più di anni suono. La musica mi ha totalmente cambiato la vita.

Ho avuto la fortuna di iniziare i miei studi di musica fin da subito con un approccio molto aperto, difficile da definire, sinceramente non credo nemmeno ce ne sia bisogno. Quello che importa è ciò che ho fatto, sperimentando sulla mia pelle, con le mie orecchie. Fin dall’inizio dicevo, ho avuto modo di lavorare parecchio con l’improvvisazione, non necessariamente codificata in stili o modi particolari. Improvvisazione a volte completamente libera. In queste occasioni credo d’aver avuto delle vere e proprie illuminazioni, sperimentando stati di consapevolezza che non credevo possibili. Venendo da studi scientifici sono sempre stato estremamente scettico su certe cose, ma la musica è stata capace di aprirmi gli occhi.

Lo stato in cui mi immergo quando suono non è assolutamente comparabile con nulla del resto della vita, ne da sveglio, ne da addormentato. Qualcosa di estremamente profondo. Un livello di coscienza e percezione espansi, in cui capita di assaporare il gusto di una nota, ascoltare un colore o annusare l’emozione di una persona. Senza l’utilizzo di droghe ovviamente! Potrebbe sembrare confusione, invece è pura armonia, pura interazione tra se stessi e ciò che ci circonda.

Questo mi ha portato ad interessarmi e approfondire certe argomenti, così dopo qualche anno, mi sono trovato a praticare Meditazione. Anche in quest’occasione ho potuto sperimentare stati di coscienza superiori, molto simili a quelli che sperimento suonando. Ho ancora molto da imparare, molto da praticare sopratutto, ma queste esperienze mi hanno portato a pensare che ci potesse essere effettivamente una somiglianza tra le due pratiche.

Il caso ha voluto che qualche mese fa è stato pubblicato dalla rivista Plos One, un’articolo su uno studio fatto proprio sul cervello di musicisti che improvvisavano. Il risultato è che, nell’improvvisazione, venivano attivate zone del cervello normalmente “spente” durante il resto della vita da svegli, che invece si “accendono” in alcune fasi del sonno. Questo inoltre avveniva quando i musicisti si producevano in improvvisazioni, mentre invece, quando suonavano leggendo lo spartito, avevano una normale attività cerebrale.

Dunque, effettivamente, qualcosa accade!

Odysseo


Risposte

  1. Concordo!
    Per me questa intensa esperienza non si vive solo con l’improvvisazione in musica, ma ci cattura e ci travolge durante l’ ispirazione e nella ‘trance creativa’ di qualunque forma d’arte… è come vedere per la prima volta…
    Ci immerge in un mondo ‘altro’ e tutte le percezioni cambiano, si ampliano e ci eleva davvero verso l’Assoluto… è un’esperienza indescrivibile.

  2. Si!!
    Non credo siano distanti l’intuizione di un matematico, l’illuminazione di un monaco zen o la visione di un artista.

    Sono più le parole che le definiscono ad esserlo, ma in cuor loro, l’artista, il monaco, il matematico, sono lo stesso respiro.

    Odysseo

  3. E’ incredibile!
    L’esempio del matematico volevo farlo anche io, ma non volevo dilungarmi troppo… mi hai letto nel pensiero! :-D

  4. E’ lo stesso respiro ti dico….

    Odysseo

  5. E’ vero è un’esperienza che supera in significato ogni parola…sono uno studente di ingegneria appassionato di fisica e matematica e ci sono dei momenti che mi sembra di poter toccare un’equazione, di sentire il suo significato più profondo, il suo odore, di percepirla oltre gli schemi e le regole che la contraddistinguono…in una parola: sentire la sua essenza

  6. Hai fatto bingo! è esattamente la stessa cosa quando canto, entri in un altro mondo , di benessere e rilassatezza … e si canta meglio difatti quando si è rilassati :)

  7. Cantare e suonare rilassa.
    Essendo rilassati si canta e si suona meglio.

    Ma non otterrai rilassatezza pensando di cantare e suonare, ne una buona musica pensando di rilassarti.

    Quando il pensiero cessa, affiorano rilassatezza e bella musica…


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