Se ci mettiamo ad ascoltare il mondo, invece di studiarlo o guardarlo (spesso, per altro, solo attraverso un tubo catodico), se ci poniamo verso di esso con orecchie attente, senza giudizio, possiamo forse apprendere e comprendere meglio alcune cose.
Per me ascolto è ricerca.
Scelgo questo senso per indicare il mio modo di ricercare.
Con l’ascolto, oltre a capire, possiamo carpire. Oltre alla comprensione c’è la condivisione.
Un suono ti entra nelle orecchie e te le mette in vibrazione. Alla stessa frequenza del suono che stai ascoltando. Per questo lo ascolti e lo percepisci.
Sono fenomeni fisici che sono alla base dei nostri sensi, tutti; dunque anche la vista necessita di un’interazione fisica tra la luce e gli occhi…ma forse il suono ci permette di apprezzare meglio quanto ci stiamo relazionando con esso per il fatto stesso di udirlo. Pensate ad un suono molto basso, lo sentiamo fin dentro le ossa!
Dunque sto parlando di una spinta, un modo di porsi, nei confronti di ciò che si sta studiando, simile all’aprire le orecchie per ascoltare un suono…
Così, ricercando a questo modo, emergono le cose sotto un’ottica (o sarebbe più opportuno dire acustica!), nuova.
Si trova armonia dove non sembrava ci fosse. O magari disaccordo tra cose apparentemente simili.
Vedrete che non sarà un caso se userò termini legati al mondo del suono e della musica come “accordo”, “armonia”, etc. riferiti a cose e fatti del mondo.
Questo è il mio strumento.
Inteso e da intendere in senso molto lato.
Cercate di ricordarvi com’era da bambini, quando ogni novità veniva sviscerata fino in fondo, senza chiedersi se fosse o no la strada da percorrere, se si potesse fare, come doveva esser fatto. Fino ad arrivare a conoscere quella novità. Fino alla conoscenza.
Provate ad ascoltare ciò che vi è intorno. Riascoltare ciò che ritenevate già noto. Riascoltate, non rivisitate…ritornateci di fronte come da bambini, ed entrateci a contatto.
Odysseo









bel blog!
Da: Pieruz su 9 Settembre 2007
alle 01:53
la musica quotidiana tocca ogni strato del nostro essere.
c’è sempre. persino il silenzio non la cela del tutto. eppure ascoltarla non è facile.
esserne parte poi è ancora più difficile.
Da: Pieruz su 9 Settembre 2007
alle 02:18